Distorsione del ginocchio

La distorsione del ginocchio è una torsione capace di provocare una lesione dei legamenti senza lo spostamento delle superfici articolari. Un articolo del Dott. Gianfranco Puddu


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DI COSA SI TRATTA

La distorsione del ginocchio è una torsione capace di provocare una lesione dei legamenti senza lo spostamento delle superfici articolari (quando le superfici articolari perdono di reciprocità si parla invece di lussazione) e viene classificata in 3 gradi in base alla gravità.


Il trauma distorsivo è molto frequente nella pratica sportiva soprattutto nel calcio o negli sport di pivoting (sport con forte torsione del ginocchio), in generale il 40% degli infortuni sportivi sono distorsioni del ginocchio.


SOGGETTI INTERESSATI

L’età maggiormente interessata è la 2°-3° decade di vita con un rapporto uomini/donne di 2:1. A parità di sport le donne sono da 4 a 8 volte più colpite degli uomini per ragioni anatomiche, lassità, estrogeni, minore forza muscolare. La distorsione avviene con meccanismi d’azione vari: valgo-extrarotazione, varo rotazione interna, in iperestensione, brusca decelerazione del quadricipite femorale.

La distorsione può interessare il legamento collaterale mediale, laterale, legamento crociato anteriore e posteriore ma anche il PAPI e PAPE (punti d’angolo mediali e laterali), lesioni meniscali, cartilaginee, osteocondrali.


LA DIAGNOSI

La diagnosi oggi viene fatta dagli ortopedici esperti tramite dei test manuali anche nell’immediatezza del trauma sul campo (nel caso in cui il medico sia presente), la RMN serve per confermare la diagnosi di lesione ed informa il chirurgo su eventuali lesioni associate da trattare: meniscali e cartilaginee e le lesioni legamentose cosiddette periferiche cioè i legamenti collaterali.


Le lesioni ad alta complessità che interessano più legamenti (LCA, LCP, LCM e LCL) possono essere trattate in modo conservativo o chirurgico. Il trattamento conservativo prevede l’utilizzo di una ginocchiera articolata lunga per 30-40 giorni.

In alcuni casi si può indurre la formazione di una cicatrice con un apparecchio femoro-podalico gessato, trattamento apparentemente fuori moda ma altamente funzionale e sicuro.


IL TRATTAMENTO

Il trattamento chirurgico artroscopico urgente invece si impone quando è presente una lesione meniscale a manico di secchia che blocca il movimento del ginocchio.


Le altre lesioni sono chirurgicamente differibili, ma negli sportivi professionisti se si trattata di LCA può essere trattato nelle prime 12-24, altrimenti andrebbe differito almeno dopo un mese dal trauma per evitare complicanze.


È giusto evidenziare che non deve essere operata la lesione del LCA o LCP ma l’instabilità che ne deriva, cambia l’atteggiamento per i pazienti in cui è forte la motivazione nel voler proseguire uno sport di pivoting (calcio, basket, rugby, tennis) ad indirizzare per l’intervento di ricostruzione.


LE TECNICHE ARTROSCOPICHE

Le tecniche artroscopiche di ricostruzione ormai si sono evolute sono mininvasive e prevedono l’utilizzo di due trapianti considerati validissimi (gold standard): il tendine rotuleo e il semitendinoso e gracile. Per le lesioni cartilaginee che si possono associare al trauma, il trattamento va dalle microfratture alla reinfissione di un eventuale frammento, esistono poi tecniche di trapianto di condrociti (cellule cartilagine) che però a causa degli alti costi e risultati sovrapponibili alle microfratture e nanofratture sono caduti in disuso.


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